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Concetti chiave
- La visibilità è il prerequisito per la sicurezza. Gli ambienti dell'intelligenza artificiale in rapida evoluzione creano lacune di visibilità che vengono sfruttate dai criminali; un controllo continuo dell'inventario elimina questo rischio garantendo ai team addetti alla sicurezza una visibilità in tempo reale su ogni API e ogni interazione degli agenti.
- I server AI e MCP ombra creano backdoor non gestiti. Gli sviluppatori spesso bypassano i protocolli per distribuire rapidamente le funzionalità basate sull' intelligenza artificiale, ma le connessioni non monitorate a fonti di dati sensibili consentono di sferrare attacchi di prompt injection in grado di indurre gli agenti ad eseguire l'eliminazione di record o l'esfiltrazione dei database.
- I comandi tradizionali non riescono a tenere il passo con la capacità di sfruttare rapidamente le vulnerabilità. Lo sviluppo assistito dall'intelligenza artificiale, spesso, determina API fragili e autorizzazioni non sicure; pertanto, è necessario adottare un modello di protezione del runtime multilivello per difendersi dai criminali che utilizzano l'intelligenza artificiale per sfruttare le vulnerabilità in pochi minuti.
- Le interazioni tra agenti espandono la superficie di attacco in modo esponenziale. Poiché gli agenti interni si connettono agli strumenti all'esterno, la violazione di un solo agente esterno può reintrodurre i dati compromessi nella rete aziendale, causando perdite di dati non autorizzate in tutta la catena.
- La sicurezza deve evolversi in un fattore strategico per l'azienda. Invece di bloccare l'innovazione dell'intelligenza artificiale, le organizzazioni devono implementare gateway e sistemi di protezione automatizzati in grado di esaminare tutte le richieste e le risposte per garantire che le applicazioni rimangano resilienti, conformi e sicure.
Domande frequenti (FAQ)
Domande frequenti (FAQ)
Lo studio ha rilevato che l'87% delle organizzazioni ha subito un incidente relativo alla sicurezza delle API nell'ultimo anno, con un aumento significativo rispetto al 76% nel 2024.
Il vibe coding dà priorità alla consegna rapida e alle demo funzionali rispetto a un'architettura rigorosa, determinando, spesso, API fragili, autorizzazioni non sicure e vulnerabilità che forniscono ai criminali una roadmap dell'infrastruttura interna.
Solo il 18% delle organizzazioni si sente "ben preparato" per gestire gli attacchi alle API collegati all'intelligenza artificiale.
La soluzione rileva e classifica automaticamente gli endpoint delle API basati sulla GenAI e sui modelli LLM, creando un inventario completo in base al traffico e agli archivi di codici, da cui risulta, spesso, un 30 - 40% in più di endpoint rispetto a quelli documentati.
La soluzione fornisce una difesa dagli attacchi di prompt injection per neutralizzare gli input dannosi, la capacità di oscurare i dati per mascherare le informazioni sensibili come le PII e sistemi di protezione di agenti/modelli per eliminare i contenuti dannosi o distorti.
Gartner prevede che, entro la fine del 2026, circa il 40% delle applicazioni aziendali incorporerà agenti AI specifici per le attività, rispetto al 5% dell'anno precedente.
Nel 2024, solo il 18% delle organizzazioni aveva classificato la sicurezza delle API come la priorità principale; nel 2026, il 52% degli addetti alla sicurezza l'ha classificata come il rischio numero uno.