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Proteggere le interazioni con l'AI e la governance per utenti e agenti
Controlla prompt, risposte, azioni degli agenti e scambi di dati nelle applicazioni AI, SaaS, web e desktop. Ottieni visibilità in tempo reale e applica policy adattive alle interazioni dell'AI senza modificare browser, workflow o architetture di rete.
Definire il futuro della sicurezza della forza lavoro
Akamai Workforce Protector gestisce il modo con cui i dipendenti interagiscono con l'AI, le applicazioni SaaS, il web e le applicazioni private, oltre che con i dati aziendali, proprio nel momento in cui avviene l'interazione, consentendo alle organizzazioni di svolgere le funzioni di sicurezza essenziali, che, in precedenza, erano troppo complesse o difficili da implementare.
Come Workforce Protector protegge le interazioni con l'AI
Adotta l'intelligenza artificiale in modo sicuro con visibilità, contesto e applicazione adattiva delle sessioni. Workforce Protector osserva le attività in cui avviene il lavoro e applica i controlli direttamente nel punto di interazione.
Progettata per l'ultimo miglio delle interazioni con l'AI
Applica il controllo appropriato nel giusto punto di interazione. Workforce Protector combina protezione nativa del browser, visibilità sul desktop, gestione centralizzata delle policy e intelligence nel cloud per proteggere le attività di utenti e agenti AI.
Funzioni
- Ottieni una visibilità in tempo reale su messaggi, risposte e interazioni dell'AI
- Proteggi i dati sensibili prima che raggiungano le applicazioni basate sull'intelligenza artificiale
- Monitora le estensioni del browser e riduci i rischi legati alle estensioni
- Scopri l'AI ombra all'interno di applicazioni web, browser e strumenti desktop
- Proteggi i dispositivi gestiti e non gestiti senza modificare i workflow degli utenti
- Implementa rapidamente le policy senza dover implementare un proxy, riprogettare la rete o sostituire il browser
- Gestisci l'utilizzo dell'intelligenza artificiale con policy adattive e contestualizzate
- Applica i controlli su Chrome, Edge, Firefox e Safari
- Garantisci la sicurezza dei browser aziendali con la gestione delle estensioni, la protezione delle identità SaaS, il controllo del browser basato sull'AI e molto altro
Casi di utilizzo comuni per la sicurezza dell'AI
Proteggi i canali di interazione in cui lavorano utenti e agenti AI. Workforce Protector applica i controlli appropriati al momento giusto per regolare l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, proteggere i dati e ridurre i rischi.
Interazioni basate sul browser
Proteggi AI, SaaS, applicazioni private e attività web nel punto di interazione.
Utilizza Akamai Workforce Protector Browser Extension per proteggere:
- Applicazioni e copiloti basati sull'AI
- Browser agentici e assistenti basati sull'AI
- Applicazioni SaaS e web
- Estensioni del browser
- DLP: input di testo, copia/incolla, upload, download e scambio di dati
Visibilità in tempo reale e applicazione delle policy in modo adattivo nei punti in cui avviene la maggior parte delle interazioni con l'AI e le soluzioni SaaS.
Implementazione rapida
Accelera il time-to-value senza modificare l'infrastruttura.
Implementa Workforce Protector senza dover:
- Riprogettare la rete
- Implementare il proxy
- Sostituire il browser
- Eseguire un complesso routing del traffico
Proteggi rapidamente le interazioni con l'AI, preservando, al contempo, le user experience originali.
Facile integrazione
Proteggi le interazioni con l'AI utilizzando l'architettura esistente.
Facile integrazione con:
- Provider di soluzioni per la gestione delle identità e IAM
- Piattaforme SIEM
- Soluzioni per l'etichettatura dei file
- Sistemi di creazione di ticket
- Piattaforme MDM
Aggiungi visibilità e controllo alle interazioni con l'AI, sfruttando i workflow e gli investimenti esistenti.
Secure Enterprise Browser
Akamai Workforce Protector offre funzionalità SEB (Secure Enterprise Browser) come un'estensione agile. La soluzione monitora e applica le policy ad ogni utente e azione dell'agente AI presente nel browser, inclusi i browser agentici come ChatGPT Atlas, Perplexity Comet e Dia.
Perché i sistemi di sicurezza degli strumenti SASE, dei proxy e degli endpoint non riescono a proteggere le interazioni con l'AI?
| Approccio | Elementi protetti | Elementi non protetti | Elementi distintivi di Workforce Protector |
|---|---|---|---|
| SASE/SSE | Traffico di rete, accesso alle applicazioni e connettività | Messaggi, azioni degli utenti, interazioni con l'AI e scambi di dati durante le sessioni | Workforce Protector protegge le interazioni, non solo la connessione alle applicazioni |
| Proxy locale | Ispezione del traffico instradato e applicazione delle policy | Tutte le interazioni e semplici user experience | Workforce Protector applica i controlli direttamente a livello delle interazioni senza reindirizzare il traffico o influire sulle performance |
| DLP/EDR/XDR degli endpoint | File, processi, dispositivi e attività degli endpoint | Azioni senza file come prompt, input di testo, copia/incolla e utilizzo dell'AI | Workforce Protector applica la governance aziendale alle interazioni di utenti e AI nelle applicazioni |
Partnership per l'ecosistema e la tecnologia
Akamai Workforce Protector si integra in modo nativo nei principali ecosistemi cloud, aree di lavoro e hardware per offrire una protezione end-to-end dalle minacce del browser e la funzionalità di prevenzione della perdita di dati (DLP).
Domande frequenti (FAQ)
Domande frequenti (FAQ)
Le soluzioni SSE proteggono gli accessi e il traffico di rete. Workforce Protector aiuta a proteggere il punto di interazione, in cui utenti e agenti AI si scambiano dati, immettono messaggi ed eseguono azioni all'interno delle applicazioni.
Molte soluzioni per la sicurezza dell'AI si concentrano sul traffico dell'intelligenza artificiale o sulle interazioni dei modelli. Workforce Protector aiuta a proteggere le interazioni con l'AI, le applicazioni SaaS e il web, fornendo visibilità e controllo su richieste, risposte, azioni degli utenti, applicazioni, browser e agenti AI.
Le soluzioni DLP degli endpoint si concentrano, in genere, sui file e sul traffico. Workforce Protector protegge le interazioni nel contesto, incluse le attività basate o meno sui file, come le operazioni di input di testo e copia/incolla, oltre all'utilizzo dell'AI.
La soluzione Workforce Protector è progettata per preservare le user experience originali applicando controlli di monitoraggio, rilevamento, blocco e governance nell'ultimo miglio.
La soluzione Workforce Protector non richiede modifiche alla rete o all'architettura perché viene implementata in base al canale di interazione da proteggere.
Sì. La soluzione Workforce Protector è progettata per funzionare insieme agli strumenti esistenti: IAM/IdP, gestione degli accessi, SIEM, etichettatura dei file, creazione di ticket e MDM.
Una funzionalità SEB (Secure Enterprise Browser) è un controllo della sicurezza che si trova all'interno del browser, in cui avviene la maggior parte del lavoro, per offrire ai team addetti alla sicurezza visibilità e controllo sulle attività degli utenti nell'AI, negli strumenti SaaS e nelle applicazioni web. La categoria include i browser appositamente creati per sostituire i browser esistenti e gli approcci basati sulle estensioni, che aggiungono l'applicazione dei controlli ai browser già in uso.
Workforce Protector offre la stessa visibilità e l'applicazione dei controlli dell'ultimo miglio senza richiedere agli utenti di cambiare browser. La soluzione viene installata come un'estensione sui browser già eseguiti dall'organizzazione, quindi non è richiesta alcuna migrazione né una nuova formazione e nessun gruppo di utenti deve continuare a lavorare con il vecchio browser. Di solito, questa differenza si presenta come una copertura più ampia nella pratica, perché l'adozione non è il fattore limitante.
Tutti i browser più comuni, tra cui Chrome, Edge, Safari e Firefox, su Windows, macOS e Linux, su cui sono installati iOS e Android. Inoltre, sono supportati anche i browser dell'agentic AI, come ChatGPT Atlas, Perplexity Comet e Dia, nonché le applicazioni desktop basate su PWA, tra cui Microsoft 365, Outlook, Slack, Teams e VS Code.
Sì. La soluzione Workforce Protector può essere installata su dispositivi gestiti e non gestiti senza installare hardware o software né modificare l'architettura di rete, il che la rende pratica per collaboratori, terze parti e dipendenti che utilizzano dispositivi personali.
I controlli anti-manomissione funzionano a livello di browser, pagina e file system per impedire agli utenti di disabilitare l'estensione; inoltre, la copertura si estende alla navigazione privata e in incognito, in modo che la soluzione non venga disattivata.
No. Workforce Protector preserva l'esperienza nativa del browser. Non introduce il reindirizzamento del traffico né richiede l'implementazione di un proxy, quindi non aggiunge latenza alle sessioni dell'utente.
Sì. Workforce Protector rileva le attività degli agenti, le distingue dalle attività degli utenti, controlla il pannello laterale dell'AI e fornisce visibilità sulle conversazioni con gli agenti del browser, in modo da gestire un agente autonomo presente nel browser con le stesse policy applicate ad un utente.
No, controlla solo il livello che tali strumenti non sono in grado di vedere. Un gateway ispeziona il traffico e uno strumento CASB ispeziona le attività delle applicazioni autorizzate tramite le API, ma non vede cosa un utente ha digitato in un messaggio, quale identità è stata autenticata o quale estensione sta leggendo la pagina. La soluzione Workforce Protector si aggiunge a questi controlli anziché sostituirli.
Proteggi le interazioni per l'AI e le soluzioni SaaS
Richiedi una demo gratuita per scoprire come Workforce Protector aiuta i team addetti alla sicurezza a:
- Individuare l'AI ombra e l'uso di strumenti non gestiti
- Prevenire l'esposizione dei dati sensibili
- Gestire le interazioni con l'AI in tempo reale
- Proteggere gli utenti su browser e dispositivi
- Accelerare l'adozione dell'AI in totale sicurezza
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