Akamai acquisisce LayerX, offrendo sicurezza end-to-end e controllo in tempo reale dell’uso dell’IA su qualsiasi browser. Visualizza dettagli
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Video dimostrativo della soluzione Akamai Workforce Protector (in precedenza, LayerX)

Guarda questo video dimostrativo per scoprire come Akamai Workforce Protector può accelerare in modo sicuro l'adozione dell'intelligenza artificiale senza rallentare le attività aziendali.

Concetti chiave

Il lavoro è passato al livello di interazione, creando enormi vulnerabilità durante le sessioni e superando radicalmente i modelli di sicurezza tradizionali.

In questo video, potrai vedere come Akamai fornisce la visibilità in tempo reale e l'applicazione adattiva delle policy a livello delle interazioni senza richiedere modifiche ai browser, ai workflow o all'architettura di rete.

Trascrizione video

Trascrizione video

Salve. Desideriamo illustrarti brevemente come LayerX aiuta le organizzazioni a rimanere sicure nell’era dell’intelligenza artificiale senza rallentare la produttività.
LayerX è una piattaforma di sicurezza che offre ai team addetti alla sicurezza visibilità e controllo completi sulle interazioni dell’AI in browser, app desktop, IDE, agenti on-device ed estensioni del browser, il tutto senza toccare l’architettura di rete né rallentare le attività aziendali.
Ora, attualmente si sta verificando ovunque un problema: gli utenti incollano i dati negli strumenti basati sull’intelligenza artificiale, come ChatGPT, Copilot o Gemini, spesso senza rendersi conto che includono informazioni sensibili, come PII, record dei clienti o dati finanziari, sulle quali, tuttavia, la maggior parte delle organizzazioni non ha alcuna visibilità né tantomeno alcun controllo.
Quindi, ad esempio, in LayerX abbiamo impostato una policy che impedisce di incollare i codici fiscali negli strumenti basati sull’AI generativa. Quindi, guardiamo cosa succede.
Incolliamo alcuni dati di clienti fittizi che contengono un codice fiscale in ChatGPT. La parte sensibile viene automaticamente oscurata. Riceviamo un avviso e nessun dato sensibile viene trasmesso. Possiamo comunque usare il nostro strumento: funziona solo in modo sicuro. Il concetto fondamentale è questo: LayerX impedisce la fuga dei dati sensibili, mantenendo, al contempo, la produttività degli utenti.
Lo stesso concetto vale anche per i caricamenti dei file. Qui, stiamo cercando di caricare un file con un codice sorgente in Claude. LayerX identifica immediatamente il contenuto come codice sorgente e blocca il caricamento del file in base alla policy che abbiamo impostato.
Puoi applicare questo tipo di controllo a qualsiasi sito o attività, alle operazioni di caricamento, download, copia e incolla, tramite il browser o sulle app desktop. Tutto è basato sulle policy.
Inoltre, LayerX può anche bloccare l’accesso agli strumenti di AI che non sono presenti nell’elenco degli elementi consentiti. In questo esempio, proviamo ad accedere a DeepSeek, ma, poiché non è uno strumento consentito, LayerX ci reindirizza automaticamente ad uno strumento approvato, in questo caso, ChatGPT. Nessuna AI ombra né soluzioni alternative, solo dipendenti che lavorano con strumenti effettivamente verificati.
Ora parliamo di identità. Conoscere l’utente è molto importante per garantire la sicurezza dell’AI: dobbiamo sapere se ha un account gratuito o aziendale, per quanto tempo conserva i dati, se i dati vengono utilizzati per l’addestramento dei modelli e se applica policy di sicurezza aziendali.
LayerX può applicare i controlli in base all’identità dell’utente: se si tratta di account aziendali o personali, gruppi di utenti, ruoli, contesto di accesso. Tutte queste informazioni vengono visualizzate così.
In questo esempio, abbiamo due account, un account Gmail personale e un account aziendale. Ora, proveremo ad effettuare la stessa operazione con ciascuno di essi. Qui abbiamo lo stesso strumento e lo stesso contenuto, solo l’identità è diversa.
Stiamo cercando di incollare i contenuti in Gemini utilizzando un account personale, ma il contenuto viene bloccato. LayerX rileva che non si tratta di un account aziendale e applica la policy impostata. Ora, passiamo ad un account aziendale e proviamo ad effettuare la stessa operazione. Questa volta, l’operazione viene eseguita perché è consentita dalla policy impostata. Ancora una volta, si tratta dello stesso contenuto e della stessa operazione. L'unica cosa che è cambiata è stata l'identità.
Ecco un altro esempio di identità in azione. LayerX ha il controllo sull’identità che viene connessa a qualsiasi strumento basato sull’intelligenza artificiale, a cui può applicare policy adattive. Quindi, ad esempio, se nessun utente ha effettuato l’accesso, ossia ci troviamo in modalità guest, l’operazione viene bloccata e lo stesso succede se proviamo ad accedere con un indirizzo e-mail personale. Le policy impostate impediscono l’accesso alle identità non aziendali e senza SSO.
È questa la consapevolezza granulare dell’identità offerta da LayerX, che si applica a qualsiasi operazione, accesso, attività legata ai dati dell’utente e molto altro.
Ora, un’altra area in cui LayerX risulta eccellente è la sicurezza delle estensioni, sia quelle del browser che IDE. Qui, vediamo, ad esempio, come un’estensione rischiosa viene bloccata dalla soluzione.
Qui, invece, proviamo ad installare un’estensione DeepSeek per l’AI, ma, appena cerchiamo di installarla, la soluzione blocca automaticamente l’operazione e neanche se cerchiamo di accedere alla pagina di gestione delle estensioni del browser, riusciamo ad installarla. LayerX ci impedisce di eseguire l’operazione perché la soluzione analizza, classifica e valuta automaticamente il rischio di ogni estensione e applica le policy di sicurezza in base al livello di rischio, all’identità dell’utente e a tantissimi altri parametri.
Nessun compromesso: possiamo consentire un’estensione, ma, allo stesso tempo, limitarne l’operatività. Qui, l’estensione di Cloud Chrome è installata e funziona correttamente, tuttavia, se passiamo a Salesforce, risulta bloccata. Quindi, gli utenti trovano le estensioni disponibili, ma non possono accedere alle pagine che contengono informazioni sensibili, come il CRM o le unità cloud condivise.
Poiché gli agenti AI diventano più autonomi, LayerX può identificare le loro attività e applicare dei controlli di protezione. Come si può vedere, è possibile rilevare e rispondere alle attività degli agenti in vario modo.
In questo esempio, utilizzeremo un browser basato sull’AI. Apriamo Perplexity Comet e lo istruiamo per copiare il testo in ChatGPT con la sua modalità agentica. L’intelligenza artificiale pensa, interagisce e poi prova a copiare il testo, ma viene bloccata.
Perché? Perché LayerX ha scoperto che l’operazione non è stata avviata da un utente umano, ma da un agente AI. Questo aspetto è importante perché un agente AI che agisce per conto di un utente può spostarsi velocemente, accedere ai suoi dati sensibili e prendere decisioni ad insaputa dell’utente.
Inoltre, gli utenti vengono protetti da siti web rischiosi e attacchi di phishing grazie ad un motore di ragionamento sui rischi integrato e basato sull’intelligenza artificiale. Per mostrare la sua efficacia, accediamo al sito phishtank.net e consultiamo alcune delle più recenti informazioni pubblicate. In genere, si tratta di nuovissimi siti di phishing zero-day, che non sono ancora stati inseriti in alcun feed noto. Se facciamo clic su uno di essi, LayerX lo analizza e lo blocca automaticamente. Non è richiesto alcun intervento da parte dell’utente.
Quindi, si può vedere come sia relativamente facile bloccare questi siti di phishing zero-day direttamente da LayerX.
Ora, diamo una rapida occhiata al motore delle policy perché tutto ciò che abbiamo visto finora è configurabile. Puoi creare policy basate sul sito web, sull’applicazione, sulle attività degli utenti, ad esempio, sulle operazioni di copia e incolla, sui caricamenti/download di file, su input di testo, eventi di login, prompt dell’AI, estensioni e molto altro.
Ogni evento supporta un'ampia gamma di parametri e condizioni che puoi regolare per creare sistemi di protezione intelligenti in base ai rischi. Puoi scegliere di focalizzarti su specifici utenti, gruppi o dispositivi e applicare le policy in modo flessibile.
Non si tratta solo di consentire o bloccare alcuni elementi: puoi scegliere di monitorare soltanto, avvisare gli utenti con un pop-up o limitare le attività dell’utente con o senza la possibilità di bypassare l’impostazione. Puoi aggiungere una filigrana, reindirizzare il traffico, oscurare le informazioni e acquisire una schermata. Qualunque operazione possa risultare efficace per la tua organizzazione viene supportata dal motore delle policy.
Quando una policy risulta attivata, viene registrata qui nella sezione degli avvisi. Puoi consultare le informazioni dettagliate direttamente nella console di LayerX o inviare tutto direttamente al tuo team per ulteriori analisi.
LayerX ti offre una visibilità completa su tutte le interazioni web e dell’intelligenza artificiale. Puoi vedere tutte le applicazioni basate sull’AI, web e desktop, tutti gli account utilizzati per l’accesso e tutte le conversazioni dell’AI aziendali o personali, inclusi prompt e risposte, quali file sono stati condivisi e quali dati sensibili contenevano, oltre ai dettagli sulle estensioni e sugli eventi di browser e IDE. Puoi visualizzare tutte le interazioni web e SaaS, non solo le app basate sull’AI, ma qualsiasi applicazione.
Tutto ciò rende LayerX non solo una soluzione accurata, ma una piattaforma di sicurezza orizzontale per una protezione completa delle attività dell’AI e delle soluzioni web e SaaS.
Quindi, come viene implementata la soluzione LayerX? In due modi: mediante un’estensione del browser o un agente desktop.
L’estensione funziona su qualsiasi browser, anche nella modalità di navigazione in incognito e privata, nonché su browser AI, come ChatGPT Atlas e Perplexity Comet. L’agente desktop opera su app AI locali, IDE e piattaforme di agenti on-device. Poiché si tratta di una soluzione agile, non presenta problemi, non influisce sulle performance, non invia pop-up, nulla che possa rallentare le attività degli utenti.
Qui abbiamo fornito una rapida panoramica. LayerX offre il controllo dell’utilizzo dell’AI, la sicurezza delle soluzioni SaaS, funzionalità DLP, la protezione del browser, il BYOD, la prevenzione delle estensioni dannose, la navigazione sicura e molto altro.
Tuttavia, ogni organizzazione è diversa con esigenze diverse. Quindi, per scoprire come LayerX risolve i tuoi problemi specifici, accedi al sito layerxsecurity.com e prenota una demo o scansiona il codice QR e ti contatteremo.
Grazie per averci seguito. Il nostro intento è rendere la sicurezza un’arma a vantaggio della tua azienda, non una situazione sfavorevole. Ancora grazie e a presto!

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