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La protezione dell'editoria: il costo reale dei bot basati sull'AI

Onda blu di Akamai

Apr 08, 2026

Kimberly Gomez

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Kimberly Gomez

Kimberly Gomez è direttore del reparto Security Research di Akamai, in cui supervisiona i team di ricerca per fornire analisi e rapporti completi che aiutano le organizzazioni a tenersi un passo avanti rispetto ai criminali informatici. Con oltre dieci anni di esperienza nella cybersecurity e un background nella stampa, nelle trasmissioni e nel giornalismo online, Kimberly è appassionata di articoli sulla sicurezza, che possono, ad esempio, aiutare anche i nonni a capire cosa sta accadendo nel panorama delle minacce.

 

Quando non controlla le ultime minacce informatiche, ama leggere i libri, pianificare il suo prossimo viaggio o visitare con suo figlio i parchi tematici di Orlando.

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I bot basati sull'AI stanno minando le fondamenta finanziarie del settore dell'editoria.

Questa affermazione non è un'esca digitale, ma riassume la realtà che sta rapidamente ridefinendo il settore dell'editoria.

Mentre si rivolge ai chatbot basati sull'AI per ottenere risposte e informazioni immediate, il pubblico ignora sempre più le fonti originali. Questo fenomeno influisce notevolmente sui modelli di business su cui il settore dell'editoria ha fatto affidamento per decenni: abbonamenti, engagement degli annunci pubblicitari e fedeltà ai brand.

Secondo una ricerca condotta da Tollbit, il traffico delle visite ai siti web effettuate dai chatbot basati sull'AI è stato inferiore del 96% rispetto al traffico proveniente dalle tradizionali ricerche di Google nel quarto trimestre del 2024. Man mano che il traffico diminuisce, si riducono anche i ricavi, creando una minaccia esistenziale per il settore dell'editoria.

Nuova ricerca: come i bot basati sull'AI prendono di mira il settore dell'editoria

È stato pubblicato l'ultimo rapporto sullo stato di Internet (SOTI) sulla sicurezza, dal titolo La protezione dell'editoria: come muoversi nell'era dei bot basati sull'intelligenza artificiale, che esamina il modo con cui questi bot influiscono su ricavi, visibilità e consapevolezza dei brand nel settore dell'editoria e come le organizzazioni possono proteggere la propria situazione economica e la propria reputazione nell'era dell'intelligenza artificiale.

La portata dell'aumento dei bot

Il rapporto SOTI rivela una serie di informazioni interessanti sul settore dell'editoria, tra cui i risultati relativi a:

  • La crescente minaccia dei bot basati sull'intelligenza artificiale

  • I bot che raccolgono i dati dell'intelligenza artificiale allo scopo di acquisire e riutilizzare i relativi contenuti

  • Il rischio di compromettere i ricavi nel settore dell'editoria

  • La ricerca di un'opzione in grado di bloccare automaticamente i bot

La crescente minaccia dei bot basati sull'intelligenza artificiale

Nel 2025, Akamai ha osservato un aumento del 300% nelle attività dei bot basati sull'AI, che ha riportato in una classifica, in cui il settore dei media si è posizionato al secondo posto dopo il segmento verticale del commercio.

I bot che raccolgono i dati dell'intelligenza artificiale allo scopo di acquisire e riutilizzare i relativi contenuti

I bot che raccolgono e riutilizzano i contenuti web in tempo reale rappresentano un rischio crescente per il settore dell'editoria. Gli strumenti che raccolgono i dati costituiscono il 25,28% dei bot basati sull'intelligenza artificiale nella classifica stilata da Akamai.

Il rischio di compromettere i ricavi nel settore dell'editoria

I bot basati sull'intelligenza artificiale stanno compromettendo i ricavi nel settore dell'editoria,

inclusi paywall, abbonamenti e pubblicità, aumentando, al contempo, i costi operativi e abbattendo la reputazione dei brand. 

La ricerca di un'opzione in grado di bloccare automaticamente i bot

Il blocco automatico di tutti i bot basati sull'AI potrebbe non risolvere il problema. Ecco perché sono disponibili numerose opzioni per mitigare il traffico dei bot basati sull'AI, tra cui innovative soluzioni di monetizzazione. 

Come l'intelligenza artificiale sta ridefinendo la superficie di attacco

Abbiamo documentato il modo con cui i bot basati sull'AI stanno favorendo nuove forme di frodi digitali nel nostro rapporto SOTI su frodi e abusi digitali nel 2025. Questo nuovo rapporto SOTI rivela la tendenza dei bot basati sull'AI che prendono specificamente di mira il settore dell'editoria e delinea le strategie utili per affrontare questa minaccia. 

Perché i bot basati sull'AI prendono specificamente di mira il settore dell'editoria?

L'intelligenza artificiale ha cambiato radicalmente il modo con cui le persone trovano e utilizzano i contenuti online. Gli utenti si rivolgono sempre più spesso alle piattaforme basate sull'intelligenza artificiale per ottenere risposte e informazioni immediate. I bot basati sull'AI svolgono un ruolo centrale in questo ambito, raccogliendo i contenuti proprietari, spesso senza pagare né rimborsare i creatori originali, che vengono forniti dalla piattaforma basata sull'intelligenza artificiale. Per il settore dell'editoria, questo fenomeno riduce il traffico e il numero di abbonamenti che generano ricavi, riducendo, al contempo, la visibilità dei brand.

Le principali aziende che operano nel settore dell'editoria, tra cui Ziff Davis e The New York Times, hanno intrapreso un'azione legale per difendere i loro diritti d'autore da operazioni di violazione del copyright contro OpenAI, che sembra aver utilizzato i loro articoli pubblicati per addestrare i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) senza autorizzazione.

La ricerca di Akamai mostra che, tra luglio e dicembre 2025, OpenAI, Meta e ByteDance sono stati i primi tre fornitori/proprietari di agenti basati sull'intelligenza artificiale che hanno influito sulle aziende nel settore dei media.

Attenzione agli strumenti di raccolta dei dati

Diversi tipi di bot basati sull'AI hanno comportamenti diversi e alcuni di essi influiscono maggiormenti sui profitti dell'editoria. La nostra ricerca rivela che gli strumenti che raccolgono i dati dell'intelligenza artificiale sono particolarmente preoccupanti perché queste informazioni vengono raccolte dalle pagine web in tempo reale per rispondere ad una specifica richiesta dell'utente. Il ridotto numero di utenti che visitano i siti di editoria fa anche precipitare i tassi di visualizzazione delle pagine e il traffico delle visite ai siti web effettuate da fonti esterne.

Questo fenomeno sottolinea l'importanza di disporre di visibilità sul traffico relativo all'intelligenza artificiale e di capire quali bot basati sull'AI stanno eseguendo il crawling di un sito, quali contenuti stanno raccogliendo e chi li sta utilizzando.

La seconda minaccia che influisce sull'editoria 

La perdita di ricavi non è l'unica minaccia posta dai bot basati sull'AI. Il web scraping su larga scala può comportare un aumento delle spese legate all'infrastruttura, tra cui costi più elevati per server, cloud e reti per la distribuzione dei contenuti (CDN). L'ulteriore pressione esercitata dal traffico automatizzato indesiderato può ridurre le performance dei siti, aumentando, di conseguenza, la latenza e peggiorando le user experience.

Il web scraping può anche provocare danni alla reputazione per le aziende nel settore dell'editoria se i loro contenuti vengono ripubblicati su siti di impersonificazione, aggregazione o contraffazione. Questi scraper possono introdurre nuove vulnerabilità in termini di sicurezza che potrebbero provocare danni per il futuro.

Le strategie di protezione

Sebbene bloccare tutti i bot basati sull'intelligenza artificiale possa sembrare una soluzione rapida, può risultare un'operazione controindicata. Alcune aziende nel settore dell'intelligenza artificiale possono essere aperte a opportunità di partnership o licenze per creare nuovi flussi di ricavi rendendo i contenuti pubblicati ancora più visibili online.

Per mantenere il controllo dei contenuti e proteggere le loro attività, le aziende nel settore dell'editoria devono avere la possibilità di visualizzare, comprendere e gestire le attività dei bot basati sull'AI. Monitorare il traffico dei bot per distinguere gli agenti legittimi basati sugli utenti dagli agenti non autorizzati è fondamentale per prendere decisioni informate che riducono i rischi e lasciano entrare i bot legittimi.

Leggete il rapporto della serie SOTI sulla sicurezza per scoprire come implementare un livello trust-and-commerce per rendere l'accesso degli agenti approvati facile da tracciare e gestire. Le aziende nel settore dell'editoria non devono scegliere se bloccare tutti i bot o se accettare di utilizzarli gratuitamente. 

I partner possono aiutarvi

Le partnership con varie piattaforme come Skyfire e TollBit offrono la concessione di licenze pe i contenuti e uno scambio di valore equo. Skyfire consente alle aziende nel settore dell'editoria di associare le decisioni di accesso alla monetizzazione in modo sia automatizzato che verificabile. TollBit offre un equo scambio di valore alle aziende e ai siti web basati sull'AI trasformando lo scraping in un accesso autorizzato e remunerativo.

Insieme, queste soluzioni consentono alle aziende nel settore dell'editoria di rivendicare il controllo dei propri contenuti e trasformare gli accessi in ricavi.

Per maggiori dettagli

Onda blu di Akamai

Apr 08, 2026

Kimberly Gomez

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Kimberly Gomez

Kimberly Gomez è direttore del reparto Security Research di Akamai, in cui supervisiona i team di ricerca per fornire analisi e rapporti completi che aiutano le organizzazioni a tenersi un passo avanti rispetto ai criminali informatici. Con oltre dieci anni di esperienza nella cybersecurity e un background nella stampa, nelle trasmissioni e nel giornalismo online, Kimberly è appassionata di articoli sulla sicurezza, che possono, ad esempio, aiutare anche i nonni a capire cosa sta accadendo nel panorama delle minacce.

 

Quando non controlla le ultime minacce informatiche, ama leggere i libri, pianificare il suo prossimo viaggio o visitare con suo figlio i parchi tematici di Orlando.

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