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Che cos'è un hacker black hat?

Gli hacker black hat, noti anche come hacker dannosi o hacker non etici, sono noti per la loro capacità di sfruttare le vulnerabilità presenti nelle reti e nei sistemi informatici. Questi hacker dispongono di una conoscenza approfondita di vari linguaggi di programmazione, protocolli di rete, sistemi operativi e difetti del software che consentono di individuare le vulnerabilità e ottenere un accesso non autorizzato alle informazioni sensibili.

Un hacker black hat è una persona che possiede capacità di hacking avanzate e le utilizza per scopi dannosi. A differenza degli hacker etici o degli hacker white hat, gli hacker black hat prendono parte ad azioni non autorizzate e sfruttano le vulnerabilità dei sistemi informatici senza il permesso o la consapevolezza dei loro proprietari. Nelle discussioni sulla cybersecurity, questi criminali sono spesso descritti come i "cattivi", mentre gli hacker etici che lavorano per difendere i sistemi sono talvolta definiti i "buoni".

Gli hacker black hat utilizzano una serie di metodi per ottenere dati riservati, interrompere le reti o causare danni. Operando in modo clandestino, nascondono le loro identità tramite strumenti sofisticati come i server proxy e i software di crittografia.

Gli hacker black hat vantano una vasta esperienza in linguaggi di programmazione, protocolli di rete, sistemi operativi e vulnerabilità dei software. Sono continuamente alla ricerca di tecnologie emergenti e vulnerabilità della sicurezza per eludere le misure di protezione adottate dalle aziende. Altri hacker meno esperti vengono talvolta chiamati "script kiddies" perché si affidano a strumenti preintegrati creati da criminali informatici più esperti.

Va sottolineato che la partecipazione a questo tipo di hacking è vietata dalla legge nella maggior parte dei paesi del mondo. A causa dell'accresciuta attenzione nei confronti della cybersecurity, si è verificato un aumento delle conseguenze legali per chi intraprende attività di hacking dannose. Alcuni casi di alto profilo in cui sono stati coinvolti individui come Kevin Mitnick hanno contribuito ad attirare l'attenzione del pubblico sui pericoli degli hacker non autorizzati e sull'importanza delle moderne pratiche di cybersecurity.

In che modo gli hacker black hat sfruttano le vulnerabilità?

Gli hacker black hat sono noti per la loro capacità di sfruttare le vulnerabilità di reti e sistemi informatici, possiedono una vasta conoscenza di vari linguaggi di programmazione, protocolli di rete, sistemi operativi e vulnerabilità dei software, che consentono di identificare i punti deboli e ottenere l'accesso non autorizzato ai dati riservati. Molti di questi hacker esperti operano in comunità clandestine sul dark web o comunicano tramite forum online anonimi e piattaforme di messaggistica crittografate.

Un metodo utilizzato frequentemente tra gli hacker black hat consiste nella ricerca di porte aperte su un sistema specifico, che fungono da gateway per le connessioni di rete, pertanto, possono essere sfruttate se non sono adeguatamente protette o aggiornate con le misure di sicurezza più recenti. Per identificare le porte aperte e individuare le aree da cui sia possibile sferrare un attacco, gli hacker black hat si affidano a strumenti specializzati.

Una volta identificata una vulnerabilità, gli hacker utilizzano spesso tecniche come:

  1. Sfruttamento delle vulnerabilità dei software: gli hacker black hat cercano errori di programmazione o bug presenti all'interno delle applicazioni software o dei sistemi operativi che possono essere sfruttati per ottenere il controllo sul sistema preso di mira, sferrando, ad esempio, attacchi di overflow del buffer, inserimento di codice o escalation dei privilegi. Le piattaforme e gli ecosistemi software ampiamente utilizzati, inclusi quelli dei principali fornitori, come Microsoft, sono presi frequentemente di mira a causa dell'elevato numero dei loro utenti.
  2. Creazione di malware: gli hacker black hat sviluppano e distribuiscono malware, come virus, worm e Trojan, che infettano i computer in tutto il mondo. Questi programmi sono progettati per danneggiare file e sistemi o raccogliere informazioni sensibili, come password e dati finanziari. Alcuni malware vengono implementati attraverso grandi reti di dispositivi infetti, note come botnet, che i criminali utilizzano per distribuire spam, condurre attacchi DDoS o lanciare campagne automatizzate di attacchi per il furto di credenziali.
  3. Social engineering: gli hacker black hat sanno che l'uomo è, spesso, l'elemento più vulnerabile di qualsiasi sistema di sicurezza, quindi manipolano le persone utilizzando tattiche di social engineering, come e-mail o chiamate telefoniche di phishing, per indurre le vittime a rivelare informazioni sensibili, come credenziali di login, o a concedere l'accesso ad aree protette. Inoltre, i criminali possono sfruttare l'attendibilità delle piattaforme dei social media per impersonificare contatti legittimi e diffondere link dannosi.
  4. Attacchi di forza bruta: nei casi in cui vengono utilizzate password deboli o i controlli di accesso non sono implementati correttamente, gli hacker black hat possono ricorrere ad attacchi di forza bruta tramite strumenti automatizzati che tentano tutte le possibili combinazioni di nomi utente e password fino a quando non riescono ad accedere bypassando i meccanismi di autenticazione.
  5. Exploit zero-day: un exploit zero-day comporta l'utilizzo di vulnerabilità del software precedentemente sconosciute prima che ‌gli sviluppatori abbiano la possibilità di rilasciare patch o correzioni. Queste vulnerabilità rappresentano una grave minaccia perché sia gli utenti che gli sviluppatori non sono a conoscenza della loro esistenza finché non vengono sfruttate dai criminali, come gli hacker black hat.
  6. Sfruttamento di errori di configurazione: gli errori di configurazione dei sistemi si verificano quando gli amministratori non implementano correttamente le impostazioni di sicurezza su server, reti o componenti software. Gli hacker black hat cercano attivamente questi sistemi non configurati e li sfruttano per ottenere un accesso non autorizzato o per estrapolare dati sensibili.
  7. Furto di identità: sfruttando le vulnerabilità delle piattaforme online o utilizzando tecniche di social engineering come le truffe di smishing, gli hacker black hat ottengono informazioni personali da individui che non sospettano la presenza di attività illegali come il furto di denaro o le frodi.

Le organizzazioni devono affrontare una costante lotta contro gli hacker che modificano continuamente i loro metodi, rendendo difficile proteggersi dai loro attacchi. Per ridurre le probabilità di essere prese di mira, le aziende devono adottare misure di sicurezza efficaci, come l'aggiornamento costante dei sistemi, l'esecuzione di analisi delle vulnerabilità, l'utilizzo di sistemi di rilevamento delle intrusioni e firewall, nonché la formazione dei dipendenti sulle migliori tattiche di cybersecurity.

Va sottolineato che lo sfruttamento non autorizzato delle vulnerabilità è considerato illegale. Gli hacker etici (noti anche come hacker white hat) hanno l'importante responsabilità di rilevare e correggere le vulnerabilità tramite l'esecuzione di test sui sistemi con il consenso del proprietario in modo legittimo.

Differenze tra hacker black hat e hacker white hat

Gli hacker black hat e gli hacker white hat rappresentano due categorie distinte di persone che utilizzano le loro competenze nella cybersecurity per scopi decisamente diversi. Ecco le differenze principali tra questi due tipi di hacker:

Intenzioni: le loro intenzioni sono ciò che li distingue. Gli hacker black hat eseguono azioni dannose sfruttando le vulnerabilità senza alcuna autorizzazione o approvazione con l'obiettivo di trarne un proprio vantaggio e di causare danni o problemi. Invece, gli hacker white hat lavorano in modo etico e legittimo utilizzando le proprie competenze per rilevare e risolvere le vulnerabilità presenti nei sistemi di sicurezza su richiesta dei relativi proprietari.

Legittimità: le azioni di hacking black hat sono considerate illegali perché implicano l'accesso ai sistemi senza autorizzazione, il furto di dati, i danni conseguenti o l'esecuzione di azioni che violano le leggi in materia di criminalità informatica. Le azioni di hacking black hat, invece, vengono effettuate secondo i termini stabiliti dalla legge e, in genere, seguono le regole e le autorizzazioni stabilite.

Etica aziendale: gli hacker white hat seguono i codici di condotta professionali e danno priorità alle considerazioni etiche durante la valutazione dei sistemi di sicurezza o l'esecuzione dei test di penetrazione su un sistema preso di mira. Il loro obiettivo è quello di proteggere le persone e le organizzazioni dalle minacce informatiche e di tutelare il loro diritto alla privacy. Al contrario, gli hacker black hat non hanno alcuna considerazione per l'etica e sfruttano le vulnerabilità a proprio vantaggio o per causare danni senza pensare alle potenziali conseguenze.

Utilizzo delle competenze: sebbene gli hacker sia white hat che black hat abbiano una profonda conoscenza dei linguaggi di programmazione, dei protocolli di rete, dei sistemi operativi e di altre aree tecniche, utilizzano le loro competenze in modi diversi. Gli hacker white hat utilizzano le loro competenze per identificare le vulnerabilità dei sistemi e offrono consigli per migliorare la sicurezza in modo proattivo. Invece, gli hacker black hat utilizzano le loro competenze tecniche per scoprire le vulnerabilità presenti con l'intento di usarle per scopi dannosi, come rubare dati o sferrare attacchi.

Implicazioni: le azioni degli hacker black hat possono avere gravi conseguenze, come causare danni finanziari, compromettere i dati sensibili, provocare guasti ai sistemi e danneggiare l'immagine di un'azienda. Le attività degli hacker white hat sono vantaggiose perché aiutano le organizzazioni a rilevare e correggere le vulnerabilità prima che possano essere sfruttate dai criminali. Gli hacker white hat migliorano il livello generale della sicurezza, riducendo al minimo la probabilità di attacchi informatici.

È necessario sapere che esiste anche il concetto di "hacker grey hat", che prendono parte ad attività di hacking senza un chiaro permesso ma in modo onesto. Tuttavia, questo tipo di hacking non è inquadrato chiaramente dal punto di vista legale, pertanto, deve essere gestito con cautela. Molti professionisti della cybersecurity seguono un addestramento formale e dispongono di certificazioni nel settore dei test di penetrazione o dell'hacking etico per garantire che il loro lavoro sia in linea con gli standard legali e professionali.

Hacker black hat e crimini informatici

Gli hacker black hat sono in prima linea nel crimine informatico organizzato perché sfruttano le loro competenze per eseguire una varietà di attività illecite. Questi hacker spesso collaborano all'interno di reti criminali per organizzare attacchi su larga scala contro aziende, governi e singole persone, ad esempio, attacchi DDoS (Distributed Denial-of-Service) per sovraccaricare le reti informatiche, rendendole non disponibili per gli utenti. Altre operazioni degli hacker black hat includono il furto di numeri di carte di credito per frodi finanziarie, l'installazione di malware backdoor per ottenere un accesso a lungo termine e l'uso di ransomware per scopi di estorsione crittografando i dati delle loro vittime.


Una delle principali minacce poste dagli hacker black hat è il potenziale sfruttamento delle vulnerabilità delle API. Le API sono ampiamente utilizzate per consentire la comunicazione tra diversi sistemi software, ma, se scarsamente protette, possono diventare un semplice obiettivo per gli hacker, consentendo loro di accedere a dati e servizi sensibili. Con l'aumento degli scambi di criptovalute e la crescita degli attacchi bot, gli hacker black hat stanno prendendo sempre più di mira le API per ottenere l'accesso ai conti in criptovalute o per sferrare attacchi automatizzati. In alcuni casi, i criminali possono persino manipolare il posizionamento dei siti web o diffondere malware attraverso siti compromessi per sfruttare le vulnerabilità presenti nei sistemi di indicizzazione dei motori di ricerca.

Hacker black hat e crimini informatici

Gli hacker black hat sono in prima linea nel crimine informatico organizzato perché sfruttano le loro competenze per eseguire una varietà di attività illecite. Questi hacker spesso collaborano all'interno di reti criminali per organizzare attacchi su larga scala contro aziende, governi e singole persone, ad esempio, attacchi DDoS (Distributed Denial-of-Service) per sovraccaricare le reti informatiche, rendendole non disponibili per gli utenti. Altre operazioni degli hacker black hat includono il furto di numeri di carte di credito per frodi finanziarie, l'installazione di malware backdoor per ottenere un accesso a lungo termine e l'uso di ransomware per scopi di estorsione crittografando i dati delle loro vittime.

Una delle principali minacce poste dagli hacker black hat è il potenziale sfruttamento delle vulnerabilità delle API. Le API sono ampiamente utilizzate per consentire la comunicazione tra diversi sistemi software, ma, se scarsamente protette, possono diventare un semplice obiettivo per gli hacker, consentendo loro di accedere a dati e servizi sensibili. Con l'aumento degli scambi di criptovalute e la crescita degli attacchi bot, gli hacker black hat stanno prendendo sempre più di mira le API per ottenere l'accesso ai conti in criptovalute o per sferrare attacchi automatizzati. In alcuni casi, i criminali possono persino manipolare il posizionamento dei siti web o diffondere malware attraverso siti compromessi per sfruttare le vulnerabilità presenti nei sistemi di indicizzazione dei motori di ricerca.

Come proteggersi dagli hacker black hat?

Per difendersi dagli hacker black hat, è necessario adottare un atteggiamento proattivo nei confronti della cybersecurity. Un semplice suggerimento è quello di investire costantemente in misure di sicurezza efficaci e metodi di hacking etici per proteggere i propri sistemi. I singoli utenti e le aziende devono necessariamente restare vigili, aggiornare regolarmente i programmi software con le più recenti correzioni di sicurezza, utilizzare password efficaci e implementare strategie di autenticazione multifattore (MFA) per ridurre le possibilità di cadere preda delle tattiche adottate dagli hacker black hat.

Se stai cercando best practice più dettagliate, abbiamo la soluzione che fa per te. Implementando le seguenti misure, le singole persone e le organizzazioni possono ridurre significativamente la loro vulnerabilità agli attacchi:

  1. Software aggiornato: aggiorna regolarmente tutte le applicazioni software, i sistemi operativi e il firmware con le patch di sicurezza più recenti per affrontare le vulnerabilità note che potrebbero essere sfruttate dai criminali.
  2. Password complesse: per proteggere i tuoi account, utilizza password complesse e univoche, modificandole regolarmente. Se possibile, attiva l'autenticazione MFA per aggiungere un ulteriore livello di sicurezza.
  3. Consapevolezza del phishing: informati e addestra i tuoi dipendenti sulle truffe di phishing e sulle tecniche di social engineering utilizzate dagli hacker black hat. Presta attenzione quando fai clic sui collegamenti o se scarichi allegati da fonti sconosciute.
  4. Reti sicure: proteggi l'infrastruttura di rete con firewall, sistemi di rilevamento delle intrusioni e protocolli di crittografia come il WPA3 (o il WPA2, se necessario per la compatibilità)  per le reti Wi-Fi. Crea reti guest separate per isolare i dispositivi dai sistemi critici.
  5. Firewall e software antivirus basati su host: installa un software antivirus affidabile su tutti i dispositivi, inclusi computer, smartphone e tablet, e assicurati di aggiornarlo regolarmente. Definisci regole del firewall basate su host tali da bloccare le connessioni in entrata e in uscita non necessarie in base ai requisiti specifici dell'utente.
  6. Formazione e consapevolezza sulle API: per migliorare la cybersecurity, è necessario condurre regolarmente sessioni di formazione per istruire i dipendenti sulle varie best practice da seguire, tra cui il riconoscimento delle e-mail di phishing, l'adozione di abitudini di navigazione sicure, l'esecuzione di una buona gestione delle password, l'implementazione di appropriate procedure per il trattamento dei dati e la segnalazione tempestiva di eventuali incidenti sospetti.
  7. Backup periodico dei dati: per prevenire la perdita di dati da attacchi ransomware o altre attività dannose, devi mettere in atto una strategia di backup affidabile. Archivia i backup offline o in servizi di archiviazione sicuri sul cloud. Inoltre, verifica regolarmente i processi di ripristino per assicurarti che funzionino.
  8. Privilegi utente limitati: per migliorare la sicurezza, rispetta il principio del privilegio minimo, in base al quale gli utenti possono disporre solo dei diritti di accesso richiesti per i loro ruoli specifici. Monitora attentamente i privilegi amministrativi, in quanto gli account privilegiati sono spesso oggetto di attacchi.
  9. Test di penetrazione: collabora con gli hacker etici (hacker white hat) per condurre i test di penetrazione. Questi professionisti valutano le vulnerabilità dei sistemi, individuano i punti deboli e consigliano eventuali miglioramenti. Affronta tempestivamente le vulnerabilità rilevate.
  10. Piano di risposta agli incidenti: crea un piano di risposta agli incidenti che delinea le misure da adottare in caso di una violazione della sicurezza o un attacco informatico. Devi disporre di un team dedicato e di processi chiari per ridurre al minimo i danni, segnalare gli incidenti e ripristinare i sistemi interessati.

Domande frequenti

Sì. Nella maggior parte dei paesi, l'hacking black hat è illegale perché implica l'accesso non autorizzato a sistemi informatici, reti o dati.

Molti paesi applicano leggi rigorose in materia di crimini informatici che proibiscono di svolgere attività di hacking come il furto di dati, l'implementazione di malware e l'interruzione di servizi. Negli Stati Uniti, l'intrusione non autorizzata nei sistemi viene perseguita ai sensi di leggi come il CFAA (Computer Fraud and Abuse Act). Normative simili in materia di crimini informatici esistono nell'Unione europea, nel Regno Unito, in Canada e in molte altre giurisdizioni.

Le sanzioni previste per l'hacking black hat possono includere capi d'imputazione penali, sanzioni finanziarie e anche la reclusione, a seconda della gravità dell'attacco e del danno causato.

Gli hacker black hat differiscono da altri tipi di hacker perché sfruttano le vulnerabilità dei sistemi di sicurezza senza autorizzazione e con scopi dannosi.

Nel campo della cybersecurity, gli hacker sono comunemente classificati in base al loro intento e alla loro legalità:

  • gli hacker black hat sono criminali informatici che accedono illegalmente ai sistemi per rubare dati, distribuire malware, condurre frodi o interrompere i servizi.
  • Gli hacker white hat sono hacker etici che eseguono legalmente test di penetrazione e valutazioni delle vulnerabilità per rafforzare la cybersecurity.
  • Gli hacker gray hat possono accedere ai sistemi senza autorizzazione, ma non sempre agiscono con un intento criminale; infatti, possono rivelare le vulnerabilità dopo averle rilevate.
  • Gli script kiddies sono hacker inesperti che si affidano a strumenti di hacking preintegrati o sfruttano kit creati da hacker più esperti.

La differenza principale tra questi gruppi è il fatto di agire con o senza autorizzazione e il loro intento. Gli hacker black hat operano in modo illegale, mentre gli hacker etici lavorano per migliorare la sicurezza delle informazioni.

Gli hacker black hat sono generalmente motivati da vantaggi finanziari, crimini informatici, obiettivi politici, sentimenti di vendetta o notorietà all'interno delle comunità di hacker.

Le motivazioni più comuni comprendono:

  • Vantaggi finanziari: sottrarre denaro, condurre frodi o sferrare attacchi ransomware.
  • Furto di dati: sottrarre informazioni personali, credenziali di accesso o proprietà intellettuale.
  • Obiettivi politici o ideologici: attaccare organizzazioni o governi per motivi ideologici.
  • Reputazione in comunità clandestine: acquisire uno status tra gruppi di criminali informatici sul dark web.
  • Vendetta personale o volontà di creare disagi: prendere di mira individui o aziende per causare danni.

Molti hacker black hacker operano come criminali informatici organizzati, collaborando in gruppi per distribuire malware, controllare le botnet e sferrare attacchi informatici su larga scala.

Un hacker black hat può causare gravi conseguenze finanziarie, operative e legali per singoli individui, organizzazioni e governi,

tra cui:

  • Violazioni dei dati che espongono informazioni personali o aziendali sensibili
  • Perdite finanziarie causate da frodi, ransomware o furti
  • Interruzione dei servizi a causa di minacce, come gli attacchi DDoS (Distributed Denial-of-Service)
  • Credenziali di accesso compromesse e accesso non autorizzato agli account
  • Danni alla reputazione che riducono la fiducia dei clienti
  • Sanzioni o azioni legali a seguito di una violazione della sicurezza

Gli hacker black hat spesso utilizzano malware, attacchi di phishing o botnet per sfruttare le vulnerabilità presenti nelle reti e nei sistemi informatici. Questi attacchi possono interrompere le operazioni aziendali e compromettere grandi volumi di dati sensibili.

Se si sospetta di essere stati presi di mira da un hacker black hat, bisogna agire immediatamente per contenere l'attacco e proteggere i dati sensibili.

Ecco alcune delle operazioni consigliate:

  1. Scollegare i dispositivi interessati dalla rete per impedire l'accesso non autorizzato o la diffusione di malware.
  2. Modificare le password e le credenziali di accesso per gli account interessati.
  3. Attivare l'autenticazione multifattore (MFA), se possibile.
  4. Informare i professionisti della cybersecurity o i team addetti alla sicurezza IT di indagare sull'incidente.
  5. Conservare i registri e le prove per l'analisi forense.
  6. Segnalare l'incidente alle autorità competenti in caso di potenziale violazione di dati sensibili o informazioni finanziarie.

Una risposta rapida aiuta a ridurre i danni e impedisce ai criminali di mantenere l'accesso ai sistemi.

Le aziende possono ridurre il rischio di attacchi da parte degli hacker black hat adottando solide pratiche di cybersecurity e sistemi di difesa della sicurezza multilivello.

Le misure di protezione più efficaci includono:

  • Aggiornamenti software e applicazione delle patch di sicurezza in modo regolare per correggere le vulnerabilità presenti
  • Solide policy sulle password e autenticazione multifattore (MFA) per proteggere le credenziali di accesso
  • Firewall e sistemi di rilevamento delle intrusioni per monitorare l'attività della rete
  • Sicurezza degli endpoint e software antivirus per rilevare i malware
  • Monitoraggio delle minacce in tempo reale per identificare i comportamenti sospetti
  • Formazione sulla cybersecurity fornita ai dipendenti per prevenire attacchi di phishing e social engineering
  • Test di penetrazione da parte di hacker etici per identificare le vulnerabilità prima che vengano sfruttate dagli hacker

La combinazione di difese tecniche con la formazione sulla consapevolezza della sicurezza aiuta le organizzazioni a rafforzare i propri sistemi di protezione di computer e dati.

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