Un nuovo tipo di visitatore sta visitando il tuo sito web, ma non muove il mouse come ci si aspetterebbe. Nel corso dell'ultimo anno, è emersa una categoria di strumenti basata sull'intelligenza artificiale che non risponde solo alle domande, ma assume il controllo del browser e agisce autonomamente.
Vari strumenti come Perplexity Comet, OpenAI Atlas e Claude Chrome Extension, che ricevono una richiesta in linguaggio naturale (come "Trova un volo per Boston a meno di 300 dollari e prenotalo"), possono quindi navigare autonomamente su Internet per completare l'attività. Nessun utente muove il mouse o legge la pagina: c'è solo un agente AI, che fa clic e digita il testo tramite il tuo sito per conto di un utente.
Questa automazione è nota anche come modalità di "controllo del browser" e genera una categoria di traffico web che è diversa sia dal traffico dei bot tradizionale che dal traffico degli utenti. In Akamai, volevamo capire come si presenta questo traffico a livello di telemetria e come riuscire ad identificarlo.
Il lavoro descritto in questo post del blog, che è il primo di una serie costituita da due parti, è un'attività di ricerca basata su una PoC (Proof-of-Concept), che intendiamo sviluppare in una funzionalità più solida e pronta per la produzione in futuro.
Nota: OpenAI ha annunciato l'interruzione di Atlas dopo il termine della nostra ricerca. Nonostante questo cambiamento, la nostra ricerca fornisce preziose informazioni sul modo in cui gli agenti basati sull'intelligenza artificiale possono controllare e utilizzare i browser.